La libertà, la necessità e il senso del limite.

Dialogo tra Sarantis Thanopoulos e Annarosa Buttarelli – Articolo pubblicato su “Il Manifesto”, il 9 Gennaio 2021.

Annarosa Buttarelli: «Riprendiamo il nostro dialogo sull’uso improprio della parola libertà? Da parte mia, vorrei che si conoscesse e si imparasse (quasi fosse una materia obbligatoria nelle scuole) la lezione di Simone Weil sulla libertà. La filosofa insegnava che si è veramente liberi/e solamente se si ha una sola scelta da poter fare, mentre il neoliberismo e il suo mercato propongono sempre infinite scelte in nome della libertà di scelta. Per esperienza, si assapora una certa serenità nel momento in cui l’unica scelta che le circostanze offrono diventa assunta interiormente come il compito irrinunciabile del proprio momento storico. La serenità è il dono del fare profondamente proprio il senso della necessità, che è un altro modo per dire che l’impegno in prima persona nell’assumere l’unica scelta contestualmente presente, rende pienamente liberi/e. Non aveva torto il detto popolare “Fare di necessità, virtù”. Ma tu ritieni che sia possibile oggi proporre questo passaggio?».
Sarantis Thanopulos: «Il neoliberismo elimina la scelta. Le infinite possibilità di scelta implicano l’assenza di un legame vero con l’oggetto scelto che diventa interscambiabile all’infinito. Il neoliberismo, in altre parole, induce una necessità di consumo senza uso reale delle cose che diventa anche paradigma dei rapporti tra di noi. Weil è nel giusto. Tutte le possibilità reali di scelta si riducono alla fine ad una. Éric Rohmer ha associato uno dei suoi film più belli, Le notti della luna piena, al proverbio (nella prima parte inventato): “Chi ha due donne perde l’anima, chi ha due case perde il senno”. Ci chiediamo sempre: “la mia (unica) scelta è frutto di necessità o di libertà”? Difficile dissociare questi opposti. Il prevalere della necessità soffoca la libertà, ma la libertà non è mai avulsa dalla necessità. Come uscirne?
Pensiamo alla pandemia. La necessità di sopravvivere ad ogni costo riduce tutto al bisogno, abolisce la scelta e la libertà. La prudenza che ci porta a valutare con attenzione, verso di noi e verso gli altri, lo spazio in cui il nostro desiderio può continuare a vivere in un ambiente non favorevole e non a suicidarsi affettivamente, è amica della libertà e impedisce alla necessità di cancellarla. La prudenza, mette in campo il limite, il senso della misura. La libertà implica la misura, il limite perché diversamente diventa onnipotenza. Quindi pur non potendo ignorare la necessità, la libertà se ne emancipa alleandosi con il senso del limite (qualità che, mi piace ripeterlo, è femminile). Se non posso vedere gli amici non sono libero e se sfido la sorte rischio di essere onnipotente. Ma se mi rifiuto di considerare naturale lo stato di necessità, collegandolo alle scelte disattente, scellerate (niente affatto necessarie, ma frutto del nostro accecarsi volontariamente) che l’hanno determinato, se contesto la loro reiterazione e critico lo stato d’inerzia, alleato della compulsione, in cui viviamo, la libertà mi sorride ancora».
Annarosa Buttarelli: «Vedo che stiamo facendo uno sforzo per togliere dalla sciatteria la parola “libertà”. Aggiungo una delle capacità filosofiche più importanti: il discernimento. Era considerato una pratica fondamentale anche per l’allenamento spirituale. Mistici e mistiche, ad esempio, lo perseguivano e consigliavano di perseguirlo, e noi sappiamo che loro percorrevano la via impervia verso l’essenziale del pensiero e del linguaggio. L’idea di rilanciare la capacità di discernere me l’ha suggerita il tuo riferimento alla prudenza.
La tua è un’indicazione molto opportuna in questo tempo che si affida alla violenza dei social: bisognerebbe tornare alla pazienza di farsi largo nella confusione e nell’ignoranza. Un’altra preoccupazione è proprio questa: la violenza dell’ignoranza sta dilagando».

La battuta di Valeria Parrella sul #metoo al Premio Strega ha a che fare anche con la credibilità delle donne che scrivono

 

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di Elena Tebano – La 27esimaora  3 Luglio 2020

«E lei ne vuole parlare con Augias? Auguri!» ha detto ieri la scrittrice Valeria Parrella al conduttore Giorgio Zanchini durante la finale dello Strega, il più importante premio letterario italiano. È bastata una frase, pronunciata con il sorriso sulla bocca, per scatenare una valanga di reazioni sui social network, perché Parrella, in sestina con Almarina (Einaudi), – con una prontezza e una precisione pari solo alla sua gentilezza – ha messo il dito nella piaga di quello che stava succedendo durante la diretta. E che continua a succedere nel mondo letterario e nella società italiana. Continua a leggere “La battuta di Valeria Parrella sul #metoo al Premio Strega ha a che fare anche con la credibilità delle donne che scrivono”

Gli algoritmi di ricerca Google e la solidarietà femminista

DI OBIEZIONE RESPINTA    11 giugno 2020

PERCHÉ L’ALGORITMO DI RICERCA NON RICONOSCE IL VALORE DELLA SOLIDARIETÀ FEMMINISTA? RIFLESSIONI SUI NUOVI AGGIORNAMENTI DEL CORE UPDATE DI GOOGLE

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Riempire lo spazio virtuale per creare comunità operative anche “al di fuori” del web e utilizzare gli strumenti digitali per condividere saperi dal basso è una sfida enorme. Da molti anni, collettivi e gruppi transfemministi hanno sperimentato nuove forme di solidarietà e potenti forme di empowerment con la messa in Rete di esperienze e di conoscenze mediche che superano i normali recinti imposti dal sapere medico-scientifico tradizionale.

Tuttavia in questi nuovi spazi, la lotta tra pratiche di mutualismo dal basso e la censura che violentemente cade dall’alto è sempre accesa, per via della mancanza di neutralità delle tecnologie informatiche a nostra disposizione. Lo hatespeech su Instagram e Facebook contro soggettività LGBTQIA+, donne e persone “razzializzate”, ma anche i gruppi di revengeporn su Telegram, nei quali viene perpetrata una quotidiana violenza sui corpi delle donne, sono pratiche accettate e raramente ostacolate dai colossi della tecnologia. Allo stesso tempo, account di divulgazione sessuale vengono sospesi perché condividono contenuti contrari alle “norme della comunità”, come denunciato da @jouissance.club, account Instagram con più di 130mila followers, disattivato insieme a diversi altri. Anche le/i sex workers denunciano da anni di dover combattere contro la censura dei loro contenuti autoprodotti.

A metà strada tra piattaforme digitali, siti web e comunità fisiche, esistono diverse esperienze femministe che garantiscono l’accesso ad informazioni e servizi sulla salute sessuale e riproduttiva. La comunità di Obiezione Respinta ne è un esempio: dalla nostra nascita, abbiamo sfruttato la visibilità della Rete e dei social media per far conoscere e diffondere a livello nazionale un progetto, raggiungibile dal sito obiezionerespinta.info, che è ospitato su server autogestiti.

Come altri progetti online, anche il nostro è stato colpito dalla scure della censura e da attacchi violenti: nel 2018, Facebook ha rimosso un post perché raffigurante un’immagine, considerata “oscena”, pubblicata nel 1975 dal settimanale “l’Espresso” mentre il movimento anti-choice, col supporto politico dell’estrema destra, ha approfittato dell’emergenza sanitaria per denunciare a mezzo stampa la nostra attività di supporto alle donne il cui accesso all’IVG è stato fortemente limitato dal lockdown sperimentato nei mesi scorsi.

Esistono poi realtà attive su scala globale come Women on Web, un’organizzazione senza scopo di lucro che fornisce supporto per un accesso sicuro alla contraccezione e all’aborto. Women on Web è composta da medici, ricercatrici, attiviste, donne e persone che hanno o non hanno necessariamente avuto un’esperienza personale di interruzione di gravidanza, una realtà decennale che garantisce l’aborto farmacologico telemedico in decine di paesi del mondo grazie a un help-desk multilingue e a molte reti di solidarietà affiliate. È un progetto che nasce per fornire assistenza a chi vive in aree del mondo in cui l’accesso sicuro alla contraccezione d’emergenza e alle tecniche abortive non è garantito o, come in Italia, è fortemente limitato. Insieme alla questione prettamente “legale” vanno necessariamente sommati gli ostacoli familiari, di lingua e di classe che spesso impediscono l’accesso ai servizi anche laddove sono garantiti per legge. Per questo motivo, l’accesso immediato ad informazioni affidabili fornite da associazioni che non fanno capo a movimenti anti- choice è fondamentale per la vita di molt*.

Ma quando lo sguardo e il punto di enunciazione cambia e si vanno a interrogare le attiviste su come è utilizzato il motore di ricerca, ci rendiamo conto che molt* utenti del web non sono alla ricerca di notizie o acquisti online ma di un contatto diretto con reti di solidarietà che sappiano ascoltare e dare accesso a informazioni sicure. Una connessione che viene garantita solo nel momento in cui il sito è accessibile attraverso una rapida ricerca su Internet. Qual è il meccanismo che permette questo collegamento? L’algoritmo di ricerca è il fulcro di ogni motore di ricerca: immettendo in ingresso una stringa di testo, o searchquery, Google restituisce in uscita una lista di siti web ordinati per rilevanza o indicizzati. Dalla sua nascita, l’algoritmo di ricerca di Google è stato modificato più di una volta l’anno dall’azienda. Alcune modifiche vengono chiamate core update, o aggiornamenti di base, e modificano l’importanza ed i pesi relativi ai valori dei fattori che servono a indicizzare una pagina web. Negli ultimi anni, Google ha assunto migliaia di persone, chiamati rater, al solo scopo di dare una valutazione ai siti web e registrare il loro valore all’interno di una scala di fattori. Non viene valutato il singolo sito web ma l’algoritmo impara dai dati acquisiti dal gruppo dei rater attraverso un procedimento autonomizzato di apprendimento. Una sezione significativa delle linee guida usate dai rater per valutare un sito web è occupata da tre parametri di valutazione che sono indicati dall’acronimo E-A-T: Expertise, Authoritativeness e Trustworthiness (Competenza, Autorevolezza e Affidabilità).

Il primo fattore misura la competenza del creatore del contenuto in base alla quantità di riferimenti di qualità, il secondo l’autorevolezza del contenuto in base a citazioni e riferimenti esterni al sito e il terzo è molto simile al primo ma più centrato sull’affidabilità del contenuto. Poiché i criteri di indicizzazione dei siti web sono in costante evoluzione, molte aziende o attività commerciali assumono figure specializzate nell’ottimizzazione per i motori di ricerca (Search Engine Optimization o SEO), ossia in tutte quelle attività finalizzate al miglioramento del contenuto di un sito web all’unico scopo di aumentare il suo posizionamento nelle pagine di risposta alle searchqueries degli utenti (Search Engine Results Page o SERP).

Senza approfondire ulteriormente l’argomento, in seguito all’ultimo core update dell’algoritmo avvenuto il 4 maggio, il sito Womenonweb.org ha registrato un calo pari al 90% del traffico al sito. Come denunciato dalle attiviste, si tratta della variazione più significativa mai osservata dopo un aggiornamento dell’algoritmo di ricerca. È evidente che il contenuto di un sito di un’associazione come Women on Web che si occupa da più di 15 anni di supporto e mutualismo non risponde a questi criteri, puramente funzionali a logiche di mercato e profitto, fondate sulla verificabilità diretta dei contenuti e creati appositamente per amplificare la visibilità di siti istituzionali.

L’affidabilità e la competenza di una rete informale di solidarietà sono caratteristiche riconosciute da tutte coloro che hanno avuto accesso alla contraccezione o all’aborto grazie ad essa ma non sono misurabili attraverso i parametri imposti da Google. Il valore di pratiche di mutualismo non è un parametro all’interno della valutazione dei raters e, pur diffondendo informazioni certificate da personale medico-sanitario che opera all’interno dell’associazione, la loro autorevolezza non viene certificata per via della mancanza di un numero sufficiente di riferimenti esterni e studi scientifici riportati in riviste di settore. D’altronde, come certificare l’efficacia di una rete informale quando i Paesi e i contesti in cui si opera impongono riservatezza per tutelare chi non ha possibilità di esporsi?

L’attivismo digitale non può essere imbrigliato con logiche di mercato laddove esistono relazioni, saperi e comunità da difendere e riprodurre, una ricchezza non misurabile ma non per questo meno rilevante. Core update, censura e movimenti anti- choice: non sarà certo per questo che la nostra realtà, come quella di Women on Web, cederà di fronte agli ostacoli dei grandi colossi del Web. Continueremo a vivere i luoghi virtuali con le nostre regole, praticando resistenza attiva online e offline, senza cedere nonostante le pressioni della censura, dei core update dei movimenti anti-choice. Siamo una interferenza digitale che reclama spazio e legittimità e agisce per unire laddove l’algoritmo vuole rinchiudere in steccati informatici. Rispondiamo quotidianamente alle bolle generate dall’algoritmo di Google con nuove forme di mutualismo che si creano dall’incontro virtuale tra chi chiede supporto per una esistenza degna e tutte le reti che, come la nostra, praticano solidarietà attiva in ambito digitale.

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La vetrina della settimana

La Libreria delle Ragazze amplia l’orario con tre giorni interi alla settimana, per l’acquisto dei libri e il prestito della biblioteca, grazie alle libraie che si sono rese disponibili a riprendere il loro lavoro volontario!

Per i vostri ordini è attivo il numero whatsapp 334 2095586

I giorni e gli orari saranno i seguenti:

Martedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19

Giovedì  dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19

Venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19

Ovviamente con tutte le precauzioni, troverete guanti e disinfettante all’ingresso e il necessario per la sanificazione.

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Quando è troppo è troppo

If you're are neutral

“CI AVETE UMILIATI, ORA BASTA: ARRESTATE LA POLIZIA, O NON CI FERMEREMO”:
IL DISCORSO SIMBOLO DELLE PROTESTE NEGLI USA

A pronunciarlo è stata Tamika Mallory, un’attivista americana: “Arrestate i poliziotti, in ogni città americana dove sono stati uccisi dei neri”.

Negli Usa lo indicano già come uno dei discorsi più significativi di una generazione: a pronunciarlo è stata Tamika Mallory, una giovanissima attivista di Black Lives Matter, a Minneapolis, la città dove è stato ucciso George Floyd e che è diventata la polveriera degli scontri che stanno devastando gli Stati Uniti.

«Non possiamo considerarlo un incidente isolato. La ragione per cui i palazzi stanno bruciando non è solo la morte del nostro fratello George Floyd. Stanno bruciando perché le persone qui nel Minnesota stanno dicendo alle persone a New York, in California, a Memphis, a tutta la nazione, che quando è troppo è troppo».
«Non possiamo essere responsabili per la malattia mentale che è stata inflitta sulle persone dal governo americano, dalle istituzioni, da chi si trova in una posizione di potere. Non me ne frega nulla se i palazzi bruciano. Non me ne frega nulla se bruciano i negozi di Target, perché Target dovrebbe essere in strada con noi, chiedendo giustizia che la nostra gente merita. Dove era AutoZone quando Philando Castile è stato ucciso in una delle loro auto?»

«Se non vieni in difesa del popolo, non sfidarci quando siamo frustrati: siete voi che avete pagato coloro che ci istigano, siete voi che avete voluto tutto questo». . «C’è un modo semplice per fermarlo: arrestate i poliziotti. Indagateli. Indagateli tutti. Non solo qualcuno. Tutti, in ogni città americana dove i neri sono stati uccisi. Questo non è mai stato un paese libero per i neri. E ora i neri sono stanchi. Non parlateci di saccheggi. Voi siete i saccheggiatori: la violenza l’abbiamo imparata da voi. Avete saccheggiato i neri, i nativi americani, il saccheggio è la vostra specialità. Se volete che ci comportiamo bene allora cazzo, cominciate a farlo voi».

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tanti auguri a NOI!

Nel decimo anniversario dell’ Associazione Raccontincontri vogliamo augurare a tutt* di continuare a vivere con noi un sogno iniziato con tanta allegria. Ripubblichiamo la nostra carta di intenti che ha consentito di conoscere e riunire tante persone che hanno donato il loro prezioso tempo, il nostro grazie va inanzitutto alle volontarie che in questi anni hanno condiviso il nostro intento creando un luogo dove incontrarsi e raccontarsi.

Grazie anche a tutte le amiche per le risate, per la femminilità, per la forza, per le perplessità e grazie per il cammino fatto fino ad oggi e per quello futuro.

CARTA D’INTENTI

Siamo un gruppo di donne che vivono a Grosseto e dintorni, alcune di noi sono nate qui, altre sono venute a viverci per scelta. Ognuna di noi ha sperimentato, in modi e ambiti diversi, il valore della relazione tra donne e abbiamo sentito il desiderio di condividere con altre donne la ricchezza che ne scaturisce. Abbiamo perciò fondato l’Associazione “RaccontIncontri”. L’Associazione, che non ha scopo di lucro, intende approfondire temi e realizzare azioni volte alla valorizzazione della soggettività femminile e di genere, accrescere le opportunità e le capacità di una vita buona e sostenibile per ciascuna e ciascuno, sulla base di una democrazia di donne e uomini.

Avere un luogo tutto per noi, autogestito, dove incontrarci o dove semplicemente sentirci a casa, allo stesso tempo accoglienti e accolte, crediamo sia fondamentale per far nascere relazioni, costruire insieme progetti, condividere gioie e forse anche pene, perché la condivisione divide la pena e moltiplica la gioia.

Un luogo tutto per noi dove mettere in circolo i saperi delle donne, legati alla pratica della cura di sé, degli altri e dell’ambiente, in modo che possa diventare patrimonio collettivo e contribuire così alla costruzione di una società dove il lavoro vinca sul profitto e l’essere vinca sull’avere, sull’apparire, sul consumare.

In questo luogo vogliamo crescere noi e vogliamo crescano le nostre figlie, per questo è importante, oltre ai nostri pensieri, ai nostri sentire, ciò che altre donne, non qui e non ora, ci hanno lasciato: le parole che ci rappresentano. Così è nata l’idea di una biblioteca da costruire tutte insieme, mettendo in comune i nostri libri, come patrimonio di tutte noi. L’Associazione è cresciuta e ha realizzato la Libreria delle Ragazze aperta a tutte e tutti, con l’obiettivo di divulgare il contributo che le donne hanno dato alla letteratura, alla scienza, all’arte, alla vita, per la ricerca e la costruzione dell’identità di genere. E anche per trasmettere la passione per la lettura e per i libri che ci accomuna.

la vetrina della settimana

Il vostro contributo è la prima forma di sostegno e apprezzamento per il nostro lavoro e le nostre iniziative svolte in questi anni di attività dell’Associazione e della Libreria, perché si può fare politica anche impugnando un buon libro o con altre piccole scelte quotidiane per dare il via a grandi cambiamenti.

Perciò vi ricordiamo che per i vostri ordini è attivo il numero whatsapp 334 2095586 e il ritiro dei libri siamo aperte i seguenti giorni:

Martedì pomeriggio – dalle 16 alle 19

Giovedì – dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19

Venerdì pomeriggio – dalle 16 alle 19

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Riapriamo!

Care socie, amiche e amici, dal 19 maggio riapriamo la nostra sede in via Fanti a Grosseto per l’acquisto dei libri della Libreria e il prestito dei libri della Biblioteca. Ovviamente con tutte le precauzioni.

Questo difficile periodo ci ha tenut* lontan* e ha messo a dura prova l’esistenza del nostro spazio dedicato appunto a RACCONTIeINCONTRI. Chiediamo di aiutare la ripartenza contribuendo con l’aquisto di libri che potrete ordinare anche tramite il numero whatsapp dedicato 334 2095586 scrivendo il vostro nome e cognome e i dati relativi ai libri che intendete acquistare.

Per ora gli orari di apertura saranno i seguenti:

Martedì pomeriggio – dalle 16 alle 19

Giovedì –  dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19

Tanti sono i motivi per i quali acquistare un libro non è un “acquisto inutile”. Lasciarlo intonso, perfetto, pulito. Oppure sporcarlo, scriverci con una matita, con una penna, evidenziarlo, piegarne gli angoli, sbatterlo sul pavimento, lasciarlo bagnare sotto qualche goccia di pioggia che ci coglie impreparati all’aperto mentre leggiamo… Liberi. Di trattarlo a modo nostro.

Alcuni consigli di lettura:

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